378 – Da I Taburri al Pizzo Dei Sassi Bianchi, alla ricerca dei rododendri (18/06/2026)

La gioventù
non sa quel che può,
la maturità
non può quel che sa.

José Saramago,
morto 18 giugno 2010, scrittore.

Pranzo

Rifugio Taburri, Fanano.

Itinerario

Parcheggiamo al Rifugio Taburri (1220 m). Da qui, inizia la nostra avventura odierna. Come al solito, già estasiati dal panorama unico sul crinale che va dal Libro Aperto al Monte Cimone, le cime più famose del nostro Frignano, l’Appennino Modenese.

Prendiamo il sentiero CAI 445. Lo lasciamo per imboccare il sentiero CAI 433 che sale, piuttosto bruscamente, in mezzo ad una magnifica foresta di faggi.

E’ la stagione in cui tutto è fiorito, anche i sassi. Letteralmente. Lungo il percorso troviamo, infatti, degli splendidi sassi dipinti, tradizione partita qualche anno fa come “Sentieri Degli Artisti”.

Una volta lasciato il bosco più fitto, il sentiero si addolcisce e percorriamo una serra rocciosa che costeggia il Monte Seruca (1536 m) e ci porta fino al Pizzo Dei Sassi Bianchi (1692 m).

In mezzo a tutti questi fiori e questi colori, per un attimo dubitiamo che manchi quello che dovrebbe essere il protagonista di questo periodo e la ragione per cui siamo qui: il rododendro.
Per fortuna, giunti alla base del Libro Aperto, finalmente lo vediamo e possiamo immortalarlo con il classico sfondo del Monte Cimone. Bellissimo.

Ci inoltriamo, con il sentiero CAI 435, fino al Monte Donato (1800 m).
Qui un auto-esplicativo e splendido Sentiero Dei Grandi Faggi (CAI 433A) ci riporta verso il CAI 433 e 445, già percorsi all’andata.

Distanza totale 7.96 km, dislivello 696 m, tempo impiegato 4 h 04 m.

Tutti i dettagli e la traccia in formato “gpx” (o altri), nelle mappe sottostanti di Outdooractive e Komoot.

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