#224# 17/11/2022 Ospitale – Pian Castagnolo – La Scaffa

Le ideologie, come le fedi,
hanno fatto e continuano a fare
un’immensa quantità di male.
Poi grazie a Dio tramontano e scompaiono.

Doris Lessing,
morta 17 novembre 2013, scrittrice.

Pranzo: ristorante Mirtillo Nero, Fanano (link).

Itinerario: parcheggiamo nel borgo di Ospitale di Fanano (955 m).
Dal centro del borgo, che già dal nome evoca antiche vie (Vie Romee, Via Romea Nonantolana) e pellegrini che nel corso dei secoli hanno percorso queste vallate, prendiamo il sentiero 411.
Qui sono soprattutto le pietre che raccontano. Strade lastricate, muri a secco, incisioni su sassi, maestà, borghi abbandonati e borghi ancora abitati, sono testimoni vivissimi della storia che è passata di qui. Casa Cecchino con i suoi camini tondi, Pian Castagnolo vera e propria terrazza verde, La Scaffa esempio di architettura montana, lasciano senza fiato.
Poco dopo questo ultimo borgo, incontriamo il sentiero 445 che dal Passo Della Riva (1454 m), vero crocevia di molteplici sentieri (Lago Pratignano, Cascate Del Dardagna, Lago Scaffaiolo, Monte Spigolino) conduce prima a Capanno Tassoni, per poi raggiungere il Rifugio Taburri.
Lo imbocchiamo alla nostra destra. Il sentiero si snoda all’ombra di un bellissimo bosco di faggi ed interseca numerosi torrenti. Il più emblematico di questi si chiama Fosso Dei Morti e deve il suo nome, piuttosto inquietante, al fatto che a primavera pare riconsegnasse i corpi dei pellegrini che avevano avuto la sventura di non superare le avversità invernali nel loro passaggio in queste valli.
Lo abbandoniamo dopo poco più di un chilometro per prendere, sempre a destra, un sentiero che ci accompagnerà per altri borghi della vallata di Ospitale: Il Paradiso, Le Teggiole, Il Feliceto e, infine, Casa Biagio dove imbocchiamo, a destra, il sentiero 421 che, all’ombra di castagni centenari, ci riporta alla base di partenza.

Distanza totale 10.74 km, dislivello 537 m, tempo impiegato 3 h 58 m.

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#223# 10/11/2022 Pieve Di Renno – Ponte Di Olina – Castello Di Montecuccolo

Contro la stupidità
gli stessi Dei lottano invano.

Friedrich Schiller,
nato 10 novembre 1759, drammaturgo.

Pranzo: Antica Bottega Camatta, Farmacia dei Sani, Pavullo (link).

Itinerario: come spesso accade le condizioni meteorologiche, non propriamente favorevoli, ci fanno optare per un percorso a quote un po’ più basse del solito.
Partiamo dal parcheggio di Renno (650 m) con la sua meravigliosa Pieve del XII secolo, inserita nel percorso Via Delle 7 Chiese, suggestivo cammino nella campagna di Pavullo Nel Frignano.
Su un percorso prevalentemente stradale (Via Di Sasso Rosso) che oggi non guasta e che in certi tratti coincide anche con la Via Romea Germanica Imperiale, raggiungiamo il sempre magico ed impressionante Ponte Di Olina, protagonista assoluto della gita odierna in quanto, quest’anno, ricorre il suo 500mo anniversario.
Da qui prendiamo il sentiero 502 che, seguendo il corso dello Scoltenna ci porta al Ponte Del Prugneto dove incontriamo il sentiero 500 sul quale arriviamo a Sasso Cervaro, un esempio di ofiolite, non così raro da queste parti, a strapiombo sul fiume.
Ora il sentiero diventa piuttosto ripido e si innesta sulla Via Romea Nonantolana, che imbocchiamo sulla nostra sinistra e che ci porta fino al borgo di L’Amola (640 m) da dove, per una ripida salita, arriviamo a Renno Di Sopra.
Qui incontriamo il nostro caro amico Abramo, anni 103. Gli anni passano per tutti ma non per lui. Incredibile. Ci torna a raccontare della sua vita tra campi di concentramento, fughe rocambolesche attraverso le fogne, malaria e il suo segreto di lunga vita: l’acqua di semi di lino. Oltre alle crescentine, ovviamente.
Altro ripido sentiero e siamo nel borgo di Montecuccolo (873 m), con il suo famoso Castello. Qui nacque Raimondo Montecuccoli, generale e scrittore, che a capo delle truppe austro-ungariche fermò l’invasione degli Ottomani nella battaglia di San Gottardo sul fiume Raab il 1° Agosto 1664.
Dall’arco del Borgo che volge a Sud, porta d’accesso che domina l’intero Frignano, ripercorriamo un tratto di sentiero dell’andata: Via dei Montecuccoli che da qui arriverebbe a Montese toccando tutti i luoghi dell’antico feudo della blasonata famiglia. Il primo tratto coincide anche con numerose vie storiche che passano di qui: Via Romea Germanica Imperiale, Via Romea Nonantolana e la deviazione sulla settecentesca Via Vandelli.
Scendiamo rapidamente passando da Piantacroce ed in breve siamo a Renno.

Distanza totale 13.70 km, dislivello 612 m, tempo impiegato 4 h 06 m.

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#222# 03/11/2022 Passo Delle Radici – Passo Giovarello – Rif. Le Maccherie – San Geminiano

I colori, i suoni, gli sguardi
raccontano il nostro tragitto.
Un colore mi può incantare,
uno sguardo mi può far innamorare,
un sorriso mi fa sperare.

Monica Vitti,
nato 3 novembre 1931, attrice.

Pranzo: Antica Trattoria Vignocchi, Pievepelago (link).

Itinerario: lasciamo l’auto nel parcheggio del mitico Passo delle Radici (1525 m) di cui i più anziani ricordano gli antichi fasti. La nebbia e la giornata piovigginosa contribuiscono non poco alla componente nostalgica.
Prendiamo il sentiero 00 in direzione Monte Prado. La zona è un vero crocevia di mille sentieri antichi e moderni, per i quali qualsiasi elenco potrebbe essere non esaustivo. In questo primo tratto incidono Sentiero Europeo E1, Grande Escursione Appenninica, Via Bibulca, Via Matildica Del Volto Santo.
Noi proseguiamo sempre sullo stesso sentiero 00 seguendo il crinale dell’Appennino Reggiano, sempre a cavallo tra Emilia e Toscana. Incontriamo, in sequenza, l’Alpicella delle Radici (1682 m), Colle dei Laghi (1693 m), Passo Del Giovarello (1660 m). Immaginiamo panorami stupendi, all’interno del Parco Nazionale Dell’Appenino Tosco-Emiliano, sulla Pietra di Bismantova, il Monte Cusna e le Alpi Apuane, che oggi ci sono preclusi causa nebbia.
Al Passo Del Giovarello imbocchiamo, sulla nostra destra, il sentiero 591 (Alta Via Dei Parchi, Via Matildica Del Volto Santo) su cui incontriamo il Rifugio Le Maccherie per poi giungere, con una piccola deviazione, ai Prati Di San Geminiano (1453 m).
Il sentiero 597 (Via Bibulca, Via Matildica Del Volto Santo) ci riporta, comodamente, verso il Passo delle Radici.

Distanza totale 9.54 km, dislivello 465 m, tempo impiegato 2 h 55 m.

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https://www.outdooractive.com/it/route/escursione/italia/222-passo-radici-passo-giovarello-rif.le-maccherie-san-geminiano/256201453/

#221# 28/10/2022 Bellagamba – Monte Lagoni – Monte Libro Aperto – Foce Delle Verginette

Il buon cibo è il fondamento
della vera felicità.

Auguste Escoffier,
nato 28 ottobre 1846, cuoco.

Pranzo: ristorante Il Molino, Pievepelago (link).

Itinerario: arriviamo nel borgo di Bellagamba, sulla strada che da Fiumalbo porta all’Abetone, e ci sottoponiamo al rito della richiesta del parcheggio a Fernando, pastore e custode di questo lembo di terra e della sua capanna celtica adibita a fienile. Forse perché più acciaccato del solito, le pratiche per il visto oggi sono più celeri e senza particolari contropartite.
Prendiamo il sentiero 493 che, con una salita impegnativa e costante tra i boschi, ci porta fino al sentiero 447. Lo imbocchiamo verso destra e, in breve, arriviamo sulla vetta del Monte Lagoni (1962 m). Siamo sulla serra che unisce il Monte Cimone con il crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano e che divide anche le due vallate principali del Frignano: la vallata dello Scoltenna e la vallata del Leo, prima che si congiungano per formare il fiume Panàro. Serra e crinale si incontrano dove due cime, Monte Rotondo (1937 m) e Monte Belvedere (1896 m), compongono il monte Libro Aperto.
Oggi ci sono le condizioni per salire su entrambe le vette. La prima (Monte Rotondo) più aspra, ripida e rocciosa, la seconda (Monte Belvedere) molto più tranquilla.
Scendendo, ci immettiamo sul sentiero 00 (qui coincide con Alta Via Dei Parchi, Sentiero Italia, Grande Escursione Appenninica) che ci porta, piuttosto rapidamente, fino a Foce Delle Verginette (1503 m) dove imbocchiamo, a destra, il sentiero 495 che ci riporta a Bellagamba.

Distanza totale 9.76 km, dislivello 870 m, tempo impiegato 4 h 03 m.

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