#184# 04/01/2022 Montecreto – Serra Golara – La Marina – Magrignana

Posso misurare il moto dei corpi, ma non l’umana follia.

Isaac Newton,
nato 4 gennaio 1643, fisico e matematico.

Pranzo: ristorante La Valle Montanara, Rovinella, Montecreto (link).

Itinerario: partiamo dal parcheggio della Seggiovia Stellaro di Montecreto (900 m) e prendiamo il sentiero 461 in direzione del Giardino Esperia. L’Oratorio Dello Stellaro, anche detto Chiesa dei Sardi (i costruttori “svernavano” in Sardegna a tagliare alberi), ci accoglie prima di una salita abbastanza impegnativa, dapprima in mezzo ai castagni e poi ai faggi. Il tratto più caratteristico è quello delle “Scalette”, un centinaio di metri di vere e proprie scale scavate nella roccia. Arriviamo a Serra Golara (1300 m) dove imbocchiamo il sentiero 467 in direzione La Marina che è il borgo abbandonato che raggiungiamo dopo una breve discesa. La Marina è un luogo magico. Ci accoglie la fontana che è l’unico manufatto ancora funzionante. Il resto sono ruderi che tentano di tramandare che cosa significava vivere da queste parti, ormai 100 anni fa: fatica, sudore, freddo, povertà ma anche tanta solidarietà e serenità.
Continuiamo a scendere e raggiungiamo Magrignana, 4 abitanti e il sole in sciopero che tornerà a fare capolino sulla punta del campanile per San Geminiano, il 31 gennaio, dopo 3 mesi di assenza. Qui prendiamo la Via Romea Germanica Imperiale che, costeggiando il Torrente Scoltenna nella sua stretta vallata, ci riporta a Montecreto.

Distanza totale 10.24 km, dislivello 698 m, tempo impiegato 4 h 10 m

Scarica il file GPS: (link)

#183# 29/12/2021 Ronchi – Via Ducale – La Fiancata – Rotari

Nasciamo, per così dire, provvisoriamente, da qualche parte; soltanto a poco a poco andiamo componendo in noi il luogo della nostra origine, per nascervi dopo, e ogni giorno più definitivamente.

Rainer Maria Rilke,
morto 29 dicembre 1926, poeta e scrittore.

Pranzo: ristorante Colò, Dogana Nuova, Fiumalbo (link).

Itinerario: partiamo poco dopo l’abitato di Ronchi, uno dei borghi che si incontrano sulla strada che va da Dogana Nuova, attraverso Rotari, fino a Tagliole ed infine al Lago Santo. Qui, a circa 1150 m, parte infatti il sentiero 515. Immersi in un bosco meraviglioso di faggi, percorriamo strade lastricate e perfettamente incastonate tra muretti a secco. Man mano che saliamo, una neve volubile la fa da padrona. In alcuni tratti è morbida e si affonda, in altri ghiacciata e si scivola. Insomma si fa fatica… Incrociamo, a circa 1550 m, la Via Ducale, costruita dal Duca di Modena per raggiungere Massa e la sua amata. La percorriamo in direzione del passo di Foce A Giovo. Ma non andiamo lontano, la fatica, a causa della neve, è troppa. Molto meglio percorrere la stessa Via Ducale in direzione opposta (sentiero 507) verso Casa Coppi. Superiamo il sentiero 515 che abbiamo percorso all’andata e proseguiamo godendo dello spettacolo, tra i più belli del Frignano: il crinale che va dal Passo Delle Radici, al Monte Giovo, al Monte Rondinaio. Con la neve e il sole è ancora più suggestivo. Raggiungiamo infine la carrareccia che ci porta in località La Fiancata e qui prendiamo, a sinistra, la strada asfaltata che, passando da Rotari, ci riporta alla base di partenza.

Distanza totale 10.19 km, dislivello 449 m, tempo impiegato 3 h 25 m

Scarica il file GPS: (link)

#182# 23/12/2021 Montalbano – Monte Questiolo – Rosola – Verucchia

Invecchiare è ancora il solo mezzo che si sia trovato per vivere a lungo.

Charles Augustin de Sainte-Beuve,
nato 23 dicembre 1804, scrittore.

Pranzo: ristorante Antica Locanda La Canonica, Montalbano, Zocca (link).

Itinerario: il periodo natalizio richiede si venga obbligatoriamente a Montalbano (605 m). Venticinque abitanti, oltre sessanta presepi… sono dovunque, dalla grande installazione alla micro rappresentazione inserita nella fessura di un muro. Unico elemento in comune, oltre alla rappresentazione sacra, la grandissima fantasia. Da non perdere.
Dopo la visita al meraviglioso borgo e ai suoi presepi, prendiamo il sentiero 400/3 che qui coincide con la Via Romea Strata o Orientale che si andrà congiungere, a Fanano, con la Via Romea Nonantolana o Occidentale, per raggiungere il mitico Passo Della Croce Arcana e proseguire, come si addice a tutte le Vie Romee, verso Roma.
Nebbia e sole si alternano donandoci suggestive visioni e, ai nostri piedi, un mare di cotone e di isole effimere. Sulla nostra strada incontriamo la torre e i resti del castello di Monte Questiolo e poi il borgo di Rosola. Qui abbandoniamo la Via Romea Strata per proseguire sempre sul sentiero 400/3 che lasciamo solo per raggiungere Verucchia e il suo famoso santuario. Il sentiero 430 ci riporta, dopo un breve tratto, di nuovo sulla strada percorsa all’andata e, conseguentemente, a Montalbano.

Distanza totale 11.60 km, dislivello 497 m, tempo impiegato 3 h 25 m

Scarica il file GPS: (link)

#181# 17/12/2021 Fanano, le Vie Romee, Pompei… ops… Caselle

La sofferenza che si cagiona è l’ultima di cui ci si accorge.

Marguerite Yourcenar,
morta 17 dicembre 1987, scrittrice.

Pranzo: ristorante Mirtillo Nero, Fanano (link).

Itinerario: il rischio neve, ghiaccio, valanghe ci “costringe” ad un’escursione a quote più basse che, come al solito, non vuol assolutamente dire meno dislivello… anzi. Partiamo dal centro di Fanano (640 m). Prendiamo il sentiero 407 e ci immergiamo in vicoli che sanno di Medioevo. Questo primo tratto coincide con la Via Romea Strata o Orientale che si congiunge, proprio a Fanano, con la Via Romea Nonantolana o Occidentale. Il loro nome tradisce l’appartenenza alla famiglia delle Vie Romee, le vie del pellegrinaggio cristiano verso Roma.
Arrivati alla località Ponti, abbandoniamo la Via Romea Strata e dopo una parte in ripida salita, il sentiero 407 prosegue molto più tranquillo, in parallelo al Torrente Ospitale.
Il gran numero di ruderi testimonia, ancora una volta, quanto fossero “profondamente” abitati questi luoghi nei secoli scorsi e quanto effimere siano le vicende umane. La Terra e la Natura stanno cancellando le tracce dell’intruso denominato uomo. Emblema di tutto ciò è il borgo di Caselle, per il nostro Frignano, una sorta di Pompei del XX secolo. Gli abitanti infatti dovettero abbandonarlo in seguito alla minaccia di essere travolti da una frana. Tutto è rimasto cristallizzato come era nel 1953. Bellissimo.
Poco dopo il paese fantasma, abbandoniamo il sentiero 407 e proseguiamo in direzione del borgo di La Sega. La stagione fa sì che il percorso diventi un pochino più difficile e scivoloso e anche i torrenti da guadare siano piuttosto impetuosi. Arrivati a Le Piagge, altro borgo abbandonato, proseguiamo nella stessa direzione sul sentiero 411 (Via Romea Nonantolana) anche se lo lasciamo quasi subito in corrispondenza della carrareccia che ci porta sulla strada che da Fanano porta ad Ospitale, in località Ponte Nuovo. Proseguiamo su strada asfaltata in direzione Fanano fino al Ponte Rifolengo, ora impraticabile. Qui prendiamo, a sinistra, di nuovo il sentiero 411 (Via Romea Nonantolana) che parte con una ripida salita per poi spianare e che ci riporterebbe a Fanano anche se noi facciamo qualche ulteriore digressione tra castagni e metati, seguendo uno dei tanti sentieri che ci riportano alla base di partenza.

Distanza totale 12.20 km, dislivello 520 m, tempo impiegato 4 h 25 m

Scarica il file GPS: (link)